Martedì 5 Febbraio l'auditorium del Liceo Volta ha ospitato la figura di una scrittrice eccezionale: Dacia Maraini. Nell'evento organizzato dai professori dell'ambito umanistico l'autrice è stata per noi ragazzi, che abbiamo letto il suo ultimo libro Corpo felice, come una persona-libro (citazione della Prof.ssa Valenza).

Abbiamo raccolto alcune delle domande, e le annesse risposte della Maraini, poste dai ragazzi e le abbiamo trascritte qui di seguito.

1. Riccardo: "Analizzando la copertina del libro Corpo felice abbiamo notato la presenza di un veliero che solca le onde rappresentate di capelli della donna. Abbiamo dato una nostra interpretazione secondo cui i capelli-mare rappresentino i pensieri che vengono veicolati attraverso la scrittura rappresentata dalla barca. Qual è il significato dell’immagine da lei usata?"
- "E' vero che può richiamare i pensieri che si muovono tramite questi capelli che poi diventano delle onde, ma quando si creano queste cose non per forza devono avere un senso o un motivo, anzi sono predisposte alla libera interpretazione di ognuno".

2. Giuliana: "Cosa è un corpo felice?"
- "Il corpo (femminile) non deve solo dare ma anche ricevere. Il corpo femminile dà la vita, ma viene svalutato, a causa della possessione si è persa la sua importanza".

3. Maria Teresa: "Secondo lei è un corpo felice che determina la felicità o è la felicità a determinare un corpo felice?"
- La Maraini per rispondere utilizza l'esempio della prostituzione. "Perchè mettere il denaro in un rapporto d'affetto? Perchè volere la proprietà di un corpo? Abbiamo questa mentalità di comprare tutto, ma è sbagliato: amore e sessualità non si vendono".

4. Marco: "Nel libro Lei scrive che, mentre aspettava il bambino che avrebbe purtroppo perduto, leggeva dieci ore al giorno. Cosa può dire ai giovani d’oggi per stimolarli alla lettura? L’amore per la lettura scaturisce dall’educazione, dall’ambiente sociale di appartenenza o è innato, fa parte del DNA?"
- "La cultura ci rende umani, ci trasmette l'etica: spesso se non si ha la cultura si seguono i valori sbagliati. E bisogna leggere. Leggere vuol dire riscrivere ciò che si è appena letto, mettere in discussione le proprie credenze, confrontarsi con il mondo".

5. Chiara: "La sua permanenza in Giappone in che modo ha influenzato la sua cultura e la sua formazione?"
- "La tragedia, la fame, il senso di morte mi hanno portato ad apprezzare la vita e hanno ovviamente caratterizzato il mio modo di scrivere, anche se tutt'ora non riesco a scrivere sul campo di concentramento".

6. "Nella prima parte del suo libro, Lei affronta il tema della giustizia, intesa come “Morale religiosa”. Qual è il suo rapporto con la Chiesa e la religione?"
- "Io sono laica, ma ho grande rispetto per la Chiesa, per i suoi valori di uguaglianza e rispetto. Cristo è probabilmente il più grande rivoluzionario che ha abbattuto la schiavitù e, rivelando a tre donne la sua resurrezione, ha dato alle donne il potere di testimoniare".

7. Marta: "Quali scritti o scrittori l’hanno ispirata nel suo percorso di autrice?"
- "Pinocchio, ma anche scritti di autori come Italo Svevo e Dostoevskij".

8. Sofia: "La femminilità è data dalla sensualità e dal carisma della personalità. Qual è il rapporto tra queste due componenti?"
- "Sono strettamente collegati tra loro: il carisma aiuta a tirare fuori il meglio delle persone, la sensualità è un dono per comunicare con gli altri".

9. "Dopo la sua tragica esperienza, in seguito alla quale è stata sul punto di morire durante la sua gravidanza, cosa pensa delle donne che decidono di abortire volontariamente?"
- "Se le donne avessero il controllo del proprio corpo, non esisterebbe. L'aborto è il risultato di un'espropriazione. Le donne dovrebbero scegliere di non avere un figlio prima ancora di averlo fatto, non dopo".

10. Simone: "Lei nel libro descrive le difficoltà che un genitore deve affrontare per educare un figlio in un contesto spesso ostile, con scarsi valori e che induce alla violenza fisica e verbale. Quali consigli darebbe a coloro che si apprestano a diventare genitori della generazione che verrà?"
- "Ciò che conta non sono le ramanzine, il 'non fare questo, non fare quello', ma l'esempio. Ciò a cui io sono legata e da cui non posso distaccarmi è l'esempio che mi è stato dato dai miei genitori".

11. Ioana: "Ci direbbe  tre parole per indicare la figura femminile oggi?"
- "E' difficile. Sicuramente complessa e in divenire, ma cambia da Paese a Paese".

12. Gabriele: "Associazione di idee. Le dico alcune parole e vorrei che lei le associasse a ciò che le fanno venire in mente: Amore, Viaggio, Amicizia"
- "Ad amore collego prima di tutto il rispetto. Amare vuol dire rispettare la persona amata, volerla vedere felice. E quindi collego anche il volere bene.
Per viaggio non quelli guidati, già organizzati. Magari sono più comodi, ma il viaggio è avventura, uscire fuori dagli stereotipi, conoscere le scritture del luogo.
Infine alla parola amicizia associo l'affinità, ma come per l'amore, anche in amicizia prima di tutto conta il rispetto".


Queste sono state, come detto, alcune delle domande poste all'autrice che hanno costituito il dialogo con lei.
Si ringrazia immensamente Dacia Maraini per averci onorato della sua presenza e dei suoi insegnamenti; il preside e i professori che hanno permesso l'incontro; e tutti noi ragazzi per aver accolto in modo gioioso e attivo l'opportunità offertaci.