Siamo giunti ormai alla conclusione di un intensissimo anno scolastico, per molti aspetti pesante e assai controverso: infiniti giorni di vacanze tra festività pasquali e famigerate tornate elettorali hanno sconvolto inevitabilmente la nostra solita routine quotidiana, che per larga parte, quest’anno, ha subito diverse alterazioni e imprevedibili conseguenze anche dal punto di vista didattico per noi singoli studenti. La fretta nel finire i programmi, le verifiche orali e scritte procrastinate fino all’ultimo giorno di scuola, a cui si aggiungevano continuamente incontri di interminabili progetti pomeridiani, hanno di certo peggiorato un quadro già deteriorato in precedenza e rappresentato un carico da undici non indifferente per noi, che intanto eravamo presi e colpiti, peraltro, dallo stupefacente caldo degli ultimi giorni. Tuttavia, anche se arrivati alla fine con il sudore alla fronte e le camicie bagnate, non ci sono mancati di certo l’entusiasmo e la volontà di affermare con orgoglio, malgrado tutto, la nostra appartenenza al Liceo Scientifico Alessandro Volta. Evidentemente tutti i fattori controversi degli ultimi tempi non hanno indebolito di certo il nostro spirito che è rimasto sempre quiescente e pronto ad esplodere una volta finito tutto. E proprio la Notte del Volta del 10 giugno ha rappresentato questa eruzione finale. Un turbine di emozioni ha pervaso il mio animo (e certamente quello di molti) nel momento in cui mi sono reso conto, dall’alto del tetto dell’istituto, di una così grande partecipazione di massa alla serata di fine anno. Centinaia di persone ballavano e si scatenavano a ritmo della migliore musica del momento nel cortile interno dell’istituto, che dopo tanti sacrifici e giorni di trattative, eravamo riusciti ad ottenere per adibire, almeno per una sera, al servizio degli studenti. Già, servizio, perché rappresentanza vuol dire servire, mettersi al servizio della comunità studentesca, e di certo, la rappresentanza di quest’anno appena trascorso ha saputo servire con grande qualità, professionalità e determinazione i 947 studenti del Liceo Scientifico Alessandro Volta. Si poteva fare di più? Sicuramente si, ma spesso si deve sottostare a delle regole ferree e a precise indicazioni da parte degli organi superiori quando si opera nel settore pubblico e all’interno di un’istituzione tanto complessa (anche se potrebbe non sembrarla) come la scuola. Come giudicare l’esperienza? Certamente uno dei più importanti banchi di prova della mia giovane esistenza: i frequenti scontri con qualche professore, le estenuanti trattative con la dirigenza, le discussioni nei consigli di istituto e spesso (non c’è da nasconderlo) qualche piccola incomprensione con i miei colleghi, con i quali spesso non la si pensava alla stessa maniera su diversi aspetti, mi hanno fatto moltissime volte dubitare sull’incarico ricoperto. Tuttavia il sorriso e l’affetto dei miei compagni di scuola dimostratimi in ogni momento della giornata, la soddisfazione nel vedere risolti, nei sempre più rari momenti di possibilità, i piccoli problemi quotidiani e il pensiero rivolto sempre a quei 313 studenti che il 17 di ottobre mi avevano affidato un così arduo compito, hanno fatto da cicatrizzante alle ferite comparse sulla mia pelle. Non ho rimpianti, nessuno. Il cavallo si vede a lunga corsa e molto spesso qualcuno si è perso per il rush finale. I risultati si vedranno con il tempo, che è sempre galantuomo, e chi ha inutilmente criticato si accorgerà di avere sbagliato, e di tanto. Chi ha messo in giro falsità per screditare od ottenere patenti di legalità, sappia che non ci ha mai scalfito. Chi ha più volte fatto opposizione a me e i miei colleghi in maniera non costruttiva, non sa certamente cosa si prova a stare dall’altra parte, fare i conti con svariati problemi, mille pensieri in testa che si dividono tra progetti, ore di studio prolungate fino a notte fonda e ottemperanza nello svolgere il proprio dovere prima di tutto di studente. Credo che questa sia stata una gran bella esperienza, resa certamente possibile grazie a un sincero rapporto di stima e di amicizia che mi ha legato per 7 mesi ad Andrea, Gaia e Giuseppe. Non finirò mai di ringraziare poi, gli organi scolastici, cominciando dal Dirigente Scolastico che ha sempre sopportato le mie estrose proposte e le continue battute ironiche, passando per il Segretario, i funzionari della segreteria, terminando infine con i collaboratori scolastici, vero cuore pulsante della scuola, a cui è doveroso rivolgere un pensiero particolare. E, infine, grazie a voi, famiglia del Volta, che ci siete sempre stati e che anche ieri sera, malgrado tutto, avete saputo ribadire con fermezza: “Io ci sono!” Ai ragazzi di quinto anno che dovranno a breve sostenere i tanto temuti esami di stato solamente un grande in bocca al lupo per tutto, mentre per tutti gli altri... buona estate e ci rivediamo a settembre!
Alessandro Rossi

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